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Isolare una casa anni 60-90

In questo articolo vedremo come isolare termicamente una casa costruita a cavallo tra gli anni 60 e 90.

 

 Isolare una casa anni 60-90 isolare-casa-anni-60-90_263_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

Isolare una casa anni 60-90

Molti di voi si saranno ritrovati a pensare ad un intervento di isolamento termico sulla propria casa. Ma come bisogna procedere se l’abitazione non è di nuova costruzione?
In questo articolo vedremo come isolare termicamente una casa costruita a cavallo tra gli anni 60 e 90. In Italia questo tipo di abitazioni sono diffusissime, e hanno alcune caratteristiche ben precise, che sarà necessario tenere in considerazione prima di procedere al lavoro di isolamento. Vediamo le principali.

Le case costruite in quel periodo preciso sono caratterizzate dalla presenza di spazi molto ampi e da una disposizione degli ambienti interni che non sempre risulta funzionale: corridoi molto lunghi e numerose stanze dalla metratura ampia, difficili da riscaldare. I rivestimenti di questo tipo di abitazioni inoltre non hanno caratteristica di resistenza perché, dal Dopoguerra in poi, le tecniche di costruzione hanno riflettuto i cambiamenti apportati dal boom economico, e sono caratterizzate dall’utilizzo di materiali più economici. Per questo motivo le case costruite dopo il 1960 hanno una struttura portante più “leggera” rispetto a quella attualmente regolata dalla legislazione italiana.
In cosa si traduce tutto questo? Sostanzialmente in pareti molto sottili, infissi datati e poco isolanti e serramenti che lasciano passare una grande quantità di calore con vetri sottili e spifferi.

Inoltre, i muri perimetrali di questo tipo di abitazioni sono caratterizzati spesso dalla presenza di intercapedine, cioè uno spazio vuoto tra la tamponatura esterna e interna delle pareti.
Questo serviva per due motivi: pareggiare lo spessore dei pilastri in cemento dello scheletro dell'edificio ed essere al contempo una forma rudimentale di isolamento termico: l’aria nell’intercapedine rappresentava infatti una sorta di isolante tra interno ed esterno. Questo però funziona nel caso di un’intercapedine ridotta (1-2 cm al massimo) ma non in presenza di uno spessore più importante. Nella realtà, infatti, queste intercapedini sono spesso superiori ai 5 cm (arrivando in qualche caso anche a 30 cm) perciò l’effetto isolante si annulla e dentro ai muri si generano vere e proprie correnti d’aria che vanno ad aumentare la dispersione termica.
Ecco perché in particolare le case costruite a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 90 hanno grande bisogno di un lavoro di isolamento: le spese di riscaldamento sono alte, per via di spifferi e correnti, il comfort di chi abita all’interno è insoddisfacente e infine, a causa di interventi spesso poco organizzati, queste abitazioni sono soggette a umidità e alla comparsa di muffa.

 

Quale tecnica di isolamento scegliere?

Il consiglio è quello di scegliere un intervento di isolamento tramite l’uso di materiali sciolti per insufflaggio come la fibra di cellulosa, per diversi motivi.

1. Prima di tutto, con la tecnica dell’insufflaggio si ferma la ventilazione all’interno delle pareti perché si crea uno strato davvero isolante, che frena la dispersione del calore andando a intervenire sulle parti dell’edificio che lo fanno passare, senza dover ricorrere alla costruzione di un cappotto interno o esterno che risulterebbe ben più costoso e andrebbe ad alterare l’aspetto delle superfici coibentate.  

2. Il secondo vantaggio è rappresentato proprio da questo: la tecnica dell’isolamento tramite insufflaggio è poco invasiva, sia che si operi dall’esterno che dall’interno.
A seguito di un’ispezione dell’intercapedine vengono praticati dei piccoli fori attraverso l’utilizzo di punte aspiranti, che riducono al minimo la perdita di polveri. Da questi fori si procederà poi all’innesto della cellulosa.
L’ambiente rimane pulito, non è necessario coprire o spostare nulla e, a seguito dell’intervento, ai fori richiusi basterà il semplice ritocco di un imbianchino risultando pressoché invisibili.

3. Il terzo vantaggio è quello del prezzo. Con una casa costruita nel periodo 60-90 gli interventi per la ristrutturazione possono essere onerosi: con l’insufflaggio sarà possibile risparmiare sui lavori di isolamento. Questa tecnica rappresenta infatti l’investimento economico che si ammortizza nel più breve tempo possibile se confrontato con qualsiasi altro lavoro di efficientamento energetico della propria abitazione.

 

 
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