Direttiva case green
27/03/2025
Direttiva case green: a che punto siamo rispetto agli obiettivi UE
La riduzione l’impatto ambientale attraverso la riqualificazione energetica degli edifici pianificata dalla Direttiva Case Green UE richiede nuovi investimenti e una forte collaborazione tra pubblico e privato.
L’Europa si trova di fronte a una svolta decisiva nel suo percorso verso la sostenibilità, con l’Italia al centro di importanti progetti di efficienza energetica residenziale.
Nel contesto della Direttiva Case Green, il nostro Paese si impegna a ridurre significativamente il proprio impatto ambientale, mirando a soddisfare gli ambiziosi obiettivi UE per il 2030.
Questa transizione non solo promette benefici economici e ecologici attraverso la riqualificazione energetica degli edifici, ma presenta anche sfide e opportunità uniche per le famiglie e il settore edilizio. L’allocazione adeguata dei fondi sarà cruciale per garantire che le iniziative attuali possano essere realizzate con successo, portando a una trasformazione profonda e duratura del panorama abitativo italiano che oggi si dimostra assolutamente inadeguato ad affrontare il cambiamento climatico in corso. Dobbiamo rendere le nostre abitazioni non energivore, e quindi strutturarci molto velocemente per consumare meno.
Abbiamo l’imperativo di ridurre le emissioni di CO2, considerando anche che un comportamento adeguato, ci permetterà di avere una casa calda d’inverno, fresca d’estate, con bollette vicine allo zero.

La direttiva Case Green dell’Unione Europea, nota come “Energy Performance of Buildings Directive” (EPBD), è stata approvata per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e ridurre le emissioni di CO2 e dare vita a uno sviluppo verso l’edilizia sostenibile.
Ricordiamo i punti principali della direttiva:
- Obiettivi di emissioni: La direttiva mira a ridurre del 55% le emissioni nocive entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e a raggiungere emissioni zero entro il 2050. Tutti i nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni a partire dal 2028, mentre ricordiamo a tutti che gli edifici esistenti dovranno tassativamente e inderogabilmente migliorare la loro classe energetica entro il 2030 e il 2033.
Interventi previsti: Sono previsti interventi come l’installazione di pannelli solari, nuove caldaie, sostituzione degli infissi e l’isolamento termico.
Ruolo degli stati membri: Gli Stati membri dell’UE sono responsabili di definire i requisiti minimi di prestazione energetica e di sviluppare piani nazionali di ristrutturazione. Devono anche fornire supporto finanziario per facilitare l’accesso a sovvenzioni e finanziamenti per le ristrutturazioni
Benefici attesi: La direttiva non solo mira a ridurre le emissioni, ma anche a migliorare il benessere dei cittadini europei, riducendo le bollette energetiche e affrontando la povertà energetica
Direttiva case green e transizione ecologica
La Direttiva Case Green si pone come strumento fondamentale nella transizione ecologica dell’Italia, un paese che, per sua natura geografica e industriale, dipende fortemente dall’importazione di risorse energetiche.
Questa politica non solo stimola la modernizzazione del parco immobiliare, ma agisce anche come strumento di riduzione delle emissioni di CO2, con l’obiettivo di abbatterle del 16% entro il 2030. In questa ottica, gli incentivi fiscali e le facilitazioni introdotte rappresentano una leva strategica per accelerare gli investimenti in tecnologie sostenibili cleantech, come l’isolamento del sottotetto con la tecnica non invasiva, rapida ed economica dell’insufflaggio, e materiali innovativi che migliorano l’efficienza energetica, il comfort, e il valore delle abitazioni.
Il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità e di gestione energetica a livello di green building rappresenta una leva cruciale per la transizione energetica e anche a fronte dei risultati ottenuti grazie ai bonus edilizi tra il 2020 e il 2023 il quadro degli immobili residenziali nel nostro paese appare ancora lontano dalla sostenibilità.
Alcune ricerche hanno permesso di focalizzare l’attenzione sulla situazione relativa al processo di efficientamento energetico del patrimonio residenziale italiano, dal quale dipende qualcosa come il 25% dei consumi energetici totali del nostro Paese.
A maggio 2024 il 54% delle abitazioni italiane era collocato nelle classi di performance peggiori (classi F e G), una bocciatura inesorabile.
Circa la metà del target definito dalla Direttiva Case Green dell’Unione Europea per il mondo residenziale (16%) è arrivata grazie alla riqualificazione energetica ottenuta con Superbonus 110%, Ecobonus, Bonus Casa, Bonus Facciate, ovvero con gli incentivi fiscali messi in atto dal 2020 al 2023. Queste misure hanno permesso di di raggiungere un 8,9% di risparmio energetico. Per raggiungere il target della Direttiva Case Green manca dunque un ulteriore risparmio del 7,1% dei consumi energetici entro il 2030.
Per raggiungere questo obiettivo si stima sia necessario un investimento di 83,4 miliardi di euro che si deve concretizzare in interventi di riqualificazione che dovrebbe interessare qualcosa come il 10% degli edifici residenziali. Per farlo vi è la necessità di dare vita a un mix di risorse pubbliche e private e considera che la spesa media per singola unità immobiliare dovrebbe arrivare a poco più di 24mila euro. La spesa risulta invece decisamente più contenuta se si inizia isolando il sottotetto.

Più della meta degli edifici in Italia non è in regola
Nonostante i significativi progressi compiuti dal 2020 al 2023 il panorama immobiliare italiano mostra dunque ancora ampi margini di miglioramento: il 54% delle abitazioni rientra, come già sottolineato, nelle categorie energetiche meno efficienti. Questa situazione sottolinea la necessità urgente di interventi mirati che possano trasformare il tessuto residenziale in uno più moderno ed efficiente, soprattutto nelle zone climatiche più sfavorevoli dove il dispendio energetico è maggiore e quindi anche il potenziale di risparmio.
In merito a quest’ultima considerazione, è d’obbligo ricordare che la rapidità con cui il cambiamento climatico sta aumentando le temperature, ci porterà ad avere moltissime zone climatiche sfavorevoli, dove le temperature medie saranno elevatissime, per certi versi insostenibili.
È giusto quindi correre ai ripari, rendere la propria abitazione strutturata per affrontare un’orizzonte non più lontano, purtroppo, iniziando dall’isolamento del sottotetto che permetterà di ridurre la dispersione del calore d’inverno, e di impedire l’ingresso del calore nelle lunghe e torride estati che ci aspettano.




