EAE etics forum

18/12/2025

EAE etics forum: edilizia ed efficienza energetica

La settima edizione dell’EAE ETICS Forum, ospitata a Milano e organizzata da Cortexa insieme a EAE (European Association for ETICS), si è conclusa davanti a una platea di oltre duecento esperti provenienti da tutta Europa. Un numero che testimonia come il tema del Sistema a Cappotto e, più in generale, delle tecnologie per l’efficienza dell’involucro edilizio, non sia più una questione per addetti ai lavori, ma un tassello strategico del più ampio processo di transizione energetica che l’Unione Europea sta chiedendo agli Stati membri di accelerare.

L’evento, che negli anni si è affermato come uno dei principali punti di riferimento internazionali del settore, ha assunto una rilevanza particolare nel 2025: il contesto politico e normativo sta vivendo una fase di profonda trasformazione, determinata dalla necessità di implementare in tempi rapidi la direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) che fissa obiettivi di riduzione dei consumi e di modernizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Tra i momenti più attesi dell’evento, la tavola rotonda dedicata all’applicazione della direttiva in Italia, moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Giuseppe Latour. Qui è intervenuto Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni, portando sul palco una riflessione lucida, priva di formalismi e soprattutto estremamente concreta. Un intervento che, per la sua chiarezza, è diventato uno dei punti di discussione più citati dell’intero Forum.

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Efficientamento energetico come priorità: perché l’EPBD non può più attendere

Ferraloro ha aperto il suo intervento partendo da un presupposto che è ormai condiviso da tutti i principali osservatori del settore: l’edilizia è, oggi, uno dei protagonisti imprescindibili per raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici fissati dall’Europa. Un ruolo centrale, non tanto per volontà politica quanto per semplice evidenza numerica. In Italia, infatti, circa il 60% degli edifici è stato realizzato prima del 1975, in un periodo storico in cui il tema dell’efficienza energetica era pressoché inesistente. Una condizione che rende il patrimonio immobiliare italiano uno dei più energivori del continente.

Il Presidente di Federcostruzioni ha ricordato che la strategia vincente, a livello nazionale, non potrà che partire da un principio semplice: ridurre i consumi alla fonte. Prima ancora degli impianti, prima delle rinnovabili, prima di qualsiasi soluzione tecnologica, ciò che conta è l’involucro. Il Sistema a Cappotto e le tecniche di coibentazione, in particolare l’isolamento del sottotetto , uno degli interventi più efficaci in assoluto, rappresentano il primo passo e, soprattutto, quello con il miglior rapporto tra costi e benefici.

Gli studi presentati al Forum lo confermano in modo inequivocabile: ogni euro speso per intervenire sull’involucro genera un risparmio energetico più stabile, più duraturo e meno dipendente da variabili esterne rispetto a qualsiasi altra misura.

La comunicazione è fondamentale

È emerso però un ulteriore elemento fondamentale: la comunicazione. Le aziende del settore devono impegnarsi a raccontare, con linguaggi aggiornati, attraverso podcast e social media il valore reale del risparmio energetico. Non più come un “intervento tecnico”, ma come una scelta culturale, economica e ambientale in grado di incidere sulla qualità della vita delle famiglie e sulla competitività delle imprese. Comunicarlo attraverso il digitale rappresenta la via maestra per raggiungere il pubblico di oggi.

Norme datate, procedure lente: l’altra faccia della transizione

Se il quadro tecnologico sembra maturo, altrettanto non si può dire per quello normativo. È su questo punto che Ferraloro ha marcato una distanza netta tra ciò che l’Europa chiede e ciò che l’Italia è in grado di fare oggi. Lo ha fatto con una sintesi che ha colpito la platea: «La nostra legge urbanistica risale a prima della Repubblica. Il Testo Unico dell’edilizia ha 25 anni».

Un settore che si muove con questa velocità legislativa non può essere competitivo né sostenibile. La mancanza di norme aggiornate e di procedure snelle genera un sistema farraginoso, in cui imprese e professionisti non riescono a programmare investimenti né a costruire una strategia industriale di medio-lungo periodo.

Secondo Ferraloro, il continuo cambio di rotta delle politiche nazionali  incentivi che arrivano e scompaiono, regole che cambiano improvvisamente, incertezze tecniche che durano mesi  ostacola l’intera filiera. E non permette all’Italia di sfruttare il vero potenziale dell’edilizia, un comparto che potrebbe generare occupazione stabile, innovazione tecnologica e un contributo sostanziale alla crescita economica complessiva.

La sua analisi è stata accolta da molti applausi. Non tanto perché provocatoria, ma perché aderente a una realtà che il settore conosce bene: senza stabilità, nessuna transizione sarà possibile.

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Ferraloro riguarda la visione del settore edile come motore strategico dell’economia italiana. Una volta superata la stagione straordinaria degli incentivi del Superbonus, il comparto si trova ora in una fase di riassestamento, in cui è necessario ricostruire un percorso strutturale.

Secondo Ferraloro, il potenziale c’è tutto: l’edilizia è uno dei pochi comparti in grado di catalizzare investimenti privati, muovere settori industriali collegati, attivare filiere complesse e generare valore aggiunto diffuso sul territorio. Ma perché questo potenziale emerga, serve una visione politica che superi il ciclo annuale delle leggi di bilancio. Serve una strategia che guardi al Paese nel 2030, nel 2040, nel 2050.

L’EPBD, da questo punto di vista, rappresenta un’opportunità storica. Impone un percorso chiaro, con scadenze definite e obiettivi misurabili. L’Italia può decidere di inseguirlo con affanno o di anticiparlo con una riforma incisiva del settore. Al Forum, la sensazione condivisa è che il Paese debba scegliere in fretta.

La settima edizione dell’EAE ETICS Forum lascia una sintesi chiara: la tecnologia è pronta, il mercato è ricettivo, i modelli industriali si stanno adattando. A mancare, oggi, è soprattutto un quadro normativo coerente, veloce e moderno. Una mancanza che non è solo un limite burocratico, ma un ostacolo strategico.

La transizione energetica non è soltanto un tema ambientale. È un tema sociale, economico e culturale. Riguarda la qualità dell’abitare, la sicurezza degli investimenti, la competitività del Paese. E richiede regole nuove, semplici, comprensibili, in grado di dare fiducia sia ai cittadini sia alle imprese.

In questo contesto in rapido cambiamento, esistono realtà che stanno già interpretando la transizione non come un obbligo, ma come un’opportunità per elevare la qualità del costruire in Italia. Tra queste, è opinione condivisa di quanto Isolare Srl rappresenti uno degli esempi più significativi di come l’innovazione tecnica e la competenza artigianale possano convivere.

Specializzata nell’isolamento termico dell’involucro, dagli interventi sul sottotetto fino ai sistemi a cappotto certificati, la nostra azienda ha scelto di investire nella formazione continua, nella qualità dei materiali e nella trasparenza verso il cliente. Una strategia che rispecchia esattamente l’approccio auspicato durante l’EAE ETICS Forum: soluzioni tecniche solide, comunicazione chiara e mirata e una visione orientata alla sostenibilità di lungo periodo.

In un settore in cui la professionalità sarà sempre più decisiva per rispettare gli standard europei, tutti dobbiamo capire che la transizione energetica non è solo una sfida, ma anche un’occasione per costruire valore, ridurre sprechi e migliorare il benessere abitativo delle famiglie italiane.

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