Sostenibilità e transizione ecologica
26/06/2025
Sostenibilità e transizione ecologica: il quadro europeo
Secondo una recente ricerca condotta da Interzero, gruppo leader in Europa nel campo dell’economia circolare, emerge una fotografia contrastante della sostenibilità aziendale nel Vecchio Continente. L’85% delle imprese medie e grandi ha già avviato, o sta pianificando, iniziative ambientali, ma solo il 15,7% ha raggiunto risultati concreti. Un dato ancora più indicativo: appena il 20,5% ha redatto un bilancio di sostenibilità, ovvero uno strumento fondamentale per monitorare, comunicare e indirizzare le performance ambientali e sociali.
Ciò segnala un divario importante tra l’intenzione e l’azione. Nonostante gli impegni pubblici e le pressioni normative, molte aziende non sono ancora riuscite a trasformare i buoni propositi in progetti misurabili e, soprattutto, in impatti concreti.

Le pratiche più diffuse di sostenibilità e transizione ecologica
Tra le pratiche più comuni, spicca il monitoraggio della conformità alle normative ambientali, adottato dal 72% delle imprese.
Seguono:
- L’Environmental Product Declaration (EPD);
- La riduzione della carbon footprint;
- Le strategie di eco-design (imballaggi biodegradabili, materiali riciclabili);
- La formazione interna su sostenibilità e transizione ecologica.
Queste azioni, seppure utili, sembrano in molti casi più dettate dalla necessità di conformarsi a regolamenti in continuo aggiornamento che da un’effettiva spinta trasformativa.
Più del 75% delle aziende ha fissato obiettivi ambientali da raggiungere entro il 2030, in linea con l’Agenda europea. Tuttavia, solo il 35% misura il proprio grado di circolarità e appena il 44% redige un bilancio di sostenibilità.
In cima alle azioni più attuate troviamo:
- Riduzione delle emissioni (75%);
- Utilizzo di materiali riciclati o biodegradabili (oltre il 50%);
- Adozione di strategie ESG (Environmental, Social and Governance).
Particolarmente attivi in questo processo risultano i settori dell’elettronica (82%) e del food & beverage (81%). Seguono edilizia (66%), retail e logistica (62,5%).
Il packaging sostenibile: tra buone pratiche e sfide
La sostenibilità e transizione ecologica del packaging è uno degli ambiti dove le imprese stanno facendo maggiori progressi:
- Ricorso a materiali riciclati e biodegradabili (+50%);
- Minimizzazione dell’uso di materiali non sostenibili.
Il riutilizzo degli imballaggi, invece, resta meno praticato (circa 40% delle aziende lo adotta), principalmente a causa delle difficoltà tecniche legate al degrado dei materiali e alla logistica inversa.

Il contesto italiano: molto da fare, ma la direzione è chiara
In Italia, la maggioranza delle imprese (56%) non dispone ancora di un team interno dedicato alla sostenibilità e transizione ecologica. Tuttavia, il 90% ha dichiarato che nei prossimi anni investirà di più in questa direzione, affidandosi spesso al supporto di consulenti esterni.
Le aziende italiane si concentrano maggiormente sull’aspetto ambientale, rispetto a quelli sociale e di governance. Mostrano però un grande interesse per l’innovazione di processo, in particolare per sviluppare prodotti più sostenibili – a partire dagli imballaggi e dagli interventi strutturali.
Gli ostacoli principali: costi, dati e innovazione
Come sottolinea Mario Bagna, presidente e AD di Interzero Italia, «gli ostacoli sul cammino della sostenibilità restano consistenti»:
- Normative europee in continua evoluzione;
- Infrastrutture obsolete;
- Elevati costi di riconversione;
- Mancanza di tecnologie alternative;
- Scarsa disponibilità di dati.
Il 60,4% delle aziende ha già definito una strategia ambientale, ma chiede un supporto tecnico e finanziario per attuarla.
Di sostenibilità e transizione ecologica abbiamo parlato anche in una puntata di Comfort Zone, il nostro podcast con Luca Mercalli, Norbert Lantschner e Luciano Sonda (premi qui per guardarla).
Soluzioni concrete e accessibili
Sostenibilità, oggi, significa soprattutto efficienza: fare di più, consumando meno. In quest’ottica, un intervento immediato, efficace e a basso impatto economico è l’isolamento del sottotetto.
Un intervento di coibentazione tramite insufflaggio:
- Migliora il comfort e la qualità dell’ambiente di lavoro;
- Riduce le dispersioni energetiche e i costi in bolletta;
- Abbassa l’impatto ambientale della struttura;
- Incrementa il valore immobiliare dell’edificio;
- È facilmente realizzabile in pochi giorni, senza interrompere l’operatività.
Si tratta di una soluzione sostenibile sia sotto il profilo ambientale che economico, e rappresenta il primo passo concreto per intraprendere una transizione ecologica reale, documentabile e in linea con gli standard europei.
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